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Sposarsi ai tempi del Covid-19

Sono passati poco più di 100 giorni da quel 21 febbraio 2020 quando scoppio il caso del cosi detto paziente zero presso ospedale di Codogno in Lombardia

Pochi giorni più tardi il lock down che ha rivoluzionato le nostre esistenze.

Finalmente oggi cessa il lock down e con esso la paura del contagio anche se il virus continua a circolare tra noi.

Tutti abbiamo voglia di partire e di tornare a vivere.

Cosa ho fatto in questo frangente?

Ignorare quanto stava accadendo era, oltre che fuori luogo, impossibile.

Organizzando eventi, che sono occasioni per assembramenti, ho visto slittare al prossimo anno i progetti a cui stavo lavorando. Ma è capitato anche che le persone si rivolgessero a me proprio a causa dell’epidemia. Questo perché c’è stato il vero e proprio caos tra i fornitori e nell’intero settore del wedding.

Coppie di sposi che contattavano i vari fornitori e ricevevano informazioni discordanti e, purtroppo, spesso non veritiere. Cosi mi hanno affidato l’organizzazione delle loro nozze.

Essere affiancati da un professionista in questi casi aiuta ad essere tutelati.

Ho pensato perciò di condividere con voi le domande più frequenti che in questo periodo mi pongono le coppie di sposi.

Partiamo da quelle che riguardano il luogo della cerimonia: il matrimonio in Chiesa.

Quando posso sposarmi in chiesa?

Il via libera è scattato grazie alla firma del Protocollo di intesa da parte del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte; del Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (Cei), Gualtiero Bassetti; e del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese soltanto con la firma del protocollo, avvenuta lo scorso 6 maggio. In essa si stabilisce che dal 18 maggio, sono riammesse le celebrazioni religiose in Chiesa, quindi anche i matrimoni alla presenza di parenti ed amici.

Il via libera però prevede delle forti restrizioni, nel rispetto delle norme vigenti nel periodo attuale.

 

Quali sono le restrizioni imposte per sposarsi in chiesa?

 

Capienza massima consentita

La questione è chiarita in una nota del Ministero dell’Interno, dove si legge “Per le cerimonie religiose da svolgere nei luoghi di culto chiusi, ferme restando le misure richiamate e in relazione alla garanzia delle misure di distanziamento richieste e degli eventuali sistemi di aerazione disponibili, il numero massimo di persone non superi le 200 unità”.

Dunque il numero massimo di persone consentito è 200, ma attenzione! Solo in chiese particolarmente grandi. Ogni parroco dovrà individuare la capienza del proprio edificio sulla base di una distanza minima di sicurezza “pari ad almeno un metro laterale e frontale”. Il numero massimo di partecipanti consentiti deve essere affisso fuori dall’edificio, insieme alle altre indicazioni per la partecipazione alle liturgie.

Accesso alla Chiesa

Volontari o collaboratori della parrocchia, muniti di mascherine e guanti, dovranno controllare che venga rispettato il numero di invitati sulla base della capienza massima dell’edificio. Meglio utilizzare più ingressi, se presenti, lasciando le porte aperte per l’entrata e l’uscita, così da evitare che i fedeli possano toccarne le maniglie. All’ingresso della chiesa devono essere presenti i gel igienizzati per le mani.

Mascherine e distanze di Sicurezza ↔

I partecipanti alle celebrazioni – compresi il prete, i concelebranti e gli sposi – devono obbligatoriamente indossare la mascherina e rispettare le distanze sanitarie di sicurezza fissate a 1,5 mt

Limitazioni su Musicisti e Cantanti

Il protocollo siglato da Governo, Cei e ministero degli Interni prevede che può esserci solo un organista, sicuramente non è consentita la presenza di un coro.

Comunione e Segno della Pace

Ancora niente segno della pace, mentre la distribuzione della Comunione può avvenire solo dopo che il celebrante avrà igienizzato le mani e indossato sia guanti monouso che la mascherina. Mantenendo la distanza di sicurezza, potrà offrire l’ostia senza però toccare le mani dei fedeli presenti.

Lancio del Riso

Nel protocollo non si fa alcun riferimento a questo momento assai tradizionale, ma alcune diocesi hanno già vietato il lancio del riso al termine della messa perché sarebbe causa di assembramento.

Aspettando il tuo matrimonio

L’espansione del covid-19 ha stravolto i piani di migliaia di coppie italiane, molti sono i matrimoni rimandati e molti quelli annullati.

Sicuramente voi, promessi sposi, avrete molte domande in merito alla situazione e vorrete capire come e quando potrete tornare a sposarvi.

Ecco perché ho deciso di mettere a disposizione questa pagina per raccogliere tutti i vostri dubbi rispetto al matrimonio ai tempi del coronavirus.

LA DATA DI BACKUP

Se i matrimoni previsti entro giugno sono stati rimandati, consiglio a chi ha fissato la data da metà luglio in avanti di tenerla in piedi, per il momento, pur con un punto interrogativo.Tutte le cerimonie, comprese quelle di settembre, devono avere già una data di backup o verso dicembre o direttamente per il 2021. Per noi organizzatori significa tenere in piedi due eventi identici contemporaneamente, con gli stessi fornitori, la stessa location.

ANTICIPI E CAPARRE

Come evitare di perdere le caparre pagate per location, catering o viaggio di nozze? Essere affiancati da un professionista in questi casi aiuta a essere tutelati. A chi ha organizzato tutto in autonomia consiglio di prendere in mano i contratti firmati e leggere bene le clausole sulla disdetta. Bisogna poi risentire i fornitori e scegliere un’altra data. Per prima cosa è consigliabile verificare la disponibilità della location.

LE PUBBLICAZIONI

Meglio ricontattare anche gli uffici del comune dove è prevista la cerimonia. In alcuni casi bisogna rifare l’iter delle pubblicazioni, dipende da quando sono state fatte. Alcune amministrazioni, considerata la situazione eccezionale, prolungano automaticamente la scadenza, ma varia da comune a comune.

IL VESTITO DA SPOSA

Le spose non rischiano di rimanere senza abito bianco. Per l’estate i grossi atelier hanno garantito che non ci saranno ritardi, anche perché sono più scarichi di lavoro a causa dei rinvii primaverili. Per ripartire, comunque, avranno bisogno del doppio del personale perché dovranno lavorare sia alle vecchie commesse che alle nuove. Per chi ancora non ha scelto l’abito dovrebbe essere possibile fare le prove in negozio da metà maggio, anche se con misure di sicurezza.

L'ATTEGGIAMENTO

Voglio dare un consiglio a tutte le coppie: il matrimonio è un momento tanto atteso, è solo posticipato. Quando arriverà il “sì” sarà ancora più carico di enfasi. Non c’è bisogno di abbattersi. Non siete soli, migliaia di futuri sposi sono nella stessa condizione, in tutto il mondo. Concentratevi su quanto sarà emozionante poter finalmente festeggiare.

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